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La Chiesa di San Flaviano

I Luoghi

Edificata probabilmente a partire dal 1180 per essere consacrata nel 1262, S. Flaviano ha una struttura complessa la cui genesi non è stata completamente chiarita.

Iniziata come chiesa a pianta ottagona con tre absidi radiali e sviluppata su due piani, venne ampliata nel 1302 con due campate anteriori che ne hanno sottolineato l'asse longitudinale. La chiesa è inoltre occidentata con la parte absidale addossata al pendio dando pertanto predominanza alla facciata.
 
La facciata risalente ad un epoca già gotica, fa assumere alla chiesa l'aspetto di una fortezza. Tre enormi arconi ogivali ricadono su semicolonne che racchiudono al centro il portale a fascio.
Al di sopra una loggia assume l'aspetto di un camminamento: si noti la caditoia aperta al vertice dell'arcone centrale.
I fianchi sono semplici e quasi privi di aperture mentre solo l'abside centrale della chiesa inferiore sporge dal prospetto posteriore addossato alla scarpata.
Entrando all'interno si incontrano dapprima due campate gotiche sorrette da due pilastri a fascio. Segue una struttura a tre corte navate il cui vano centrale è aperto in alto sulla chiesa superiore.
Le campate gotiche sono coperte con leggere volte ogivali costolonate.
I capitelli gotici sono scolpiti con motivi fogliati molto raffinati; in quello di destra tra la vegetazione appaiono dei piccoli draghi alati.
Le chiavi d'arco sono decorate con elementi figurati scolpiti all'interno di clipei.
Il vano centrale è delimitato ai vertici da quattro pilastri polistili dai capitelli ricoperti un fitto schema decorativo vegetale all'interno del quale trovano posto talvolta elementi figurati di chiara ispirazione lombarda.
Il pilastro del primo capitello a destra è di tipo corinzio: sul lato occidentale una figura umana si affaccia dal fogliame.
I capitelli dei due pilastri occidentali sono ricoperti da un fitto schema decorativo fitomorfico.
I capitelli delle colonne intermedie sono di tipo corinzio. In quello di destra un'iscrizione sarcastica al di sopra di una figura che si tiene la barba recita: "Voi che guardate la vostra chiesa osservate la barba / sono il custode dell'aula scolpito per beffare gli stolti".
Un ampio vano trapezoidale voltato precede l'abside centrale che è affiancata da due absidiole divergenti in senso radiale.
Il vano absidale è affiancato da due semicolonne (tortile quella destra) con capitelli con aquile araldiche in marmo.
Sui muri perimetrale le volte ricadono su semicolonne addossate dai capitelli classici o con aquile araldiche in marmo.
Una scala a destra del presbiterio conduce alla chiesa superiore.
Due muri sorretti da tozze colonne si innalzano a sorreggere il tetto. I due arconi orientali sono stati aggiunti a seguito dell'allungamento della chiesa in epoca gotica.
L'altare è posto al limite del vano che si apre sulla chiesa inferiore.
Sulla parete di fondo dietro l'altare si trova un tabernacolo sospeso.
I capitelli romanici delle colonne sono piatti e in maggioranza caratterizzati da stilizzate foglie angolari.
Le pareti delle campate gotiche sono ricoperte con ciclie di affreschi del XIV secolo dedicati al vite di santi. Queste immagini fanno apprezzare lo spessore del muro della facciata all'interno del quale sono stati ricavati una nicchia ed un'absidiola.
Sulle pareti di destra si sovrappongono una madonna in Maestà, scene cristologiche e, nel registro inferiore, una sequenza di santi.
Sull'arco a destra della Madonna in Maestà si trova un'interessante raffigurazione del Battesimo di Cristo, in uno stile bizantineggiante.
Sulla parete sinistra della prima campata si trova, purtroppo assai rovinato dall'apertura di una cappella, un affresco raffigurante l'incontro dei tre giovani con la morte.
In una cappella della navata sinistra si trova la lastra tombale del nobile prelato tedesco Defugger, morto nel 1114, che secondo la leggenda ha dato il nome al vino bianco locale Est Est Est. Secondo questa leggenda il prelato, nel suo viaggio verso Roma, si faceva precedere da un assaggiatore di vino che doveva marcare le cantine con la scritta Est se trovava un vino di buona qualità. Giunto a Montefiascone ed assaggiato il vino locale il prelato avrebbe ripetuto tre volte la formula a significare la bontà della bevanda.
Rimane da segnalare l'acquasantiera ricavata da un pezzo scultoreo erratico di datazione più alta rispetto all'edificio.
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